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Sunday, June 24, 2012

IMPIEGO DEL LATTE DI ASINA IN CAMPO MEDICO, ALIMENTARE E COSMETICO

Filippo Paolicelli

Il latte di asina è un prodotto antico, utilizzato da sempre. Non ci sono documenti che indicano il momento in cui l’uomo ha iniziato a mungere le asine, si presume che questa attività abbia avuto inizio con la nascita dell’allevamento degli asini. Le più antiche testimonianze storiche atte a documentare la presenza di allevamenti asinini sono delle raffigurazioni su bassorilievo, risalenti al 2500 a.C. ritrovate in Egitto. Nello stesso territorio le ambizioni di bellezza di Cleopatra e a Roma quelle di Poppea mettono in risalto il latte di asina, le loro abitudini ampiamente documentate dagli storici del tempo, producono un’ “eco” ancora vivo ai giorni nostri. Plinio tra Roma e Atene diffuse ricette per preparare pozioni e unguenti a base di latte di asina, cipolla e piante palustri, considerandolo un liquido particolarmente curativo.


Bisognerà attendere il Rinascimento per una prima vera considerazione scientifica del latte di asina da parte dei saggi del tempo. Francesco I, in Francia, su consiglio dei suoi medici utilizza latte di asina per guarire da una lunga malattia. Sull’esperienza di Francesco I si iniziò ad allevare asine in prossimità di ospedali. Sempre in Francia nel 19° secolo ad opera del Dottor Parrot dell’ "Hôpital des Enfants Assistés" si diffuse la pratica di avvicinare i neonati orfani di madri direttamente al capezzolo dell’asina. I bambini venivano allattati 5 volte di giorno e 2 di notte, mentre un’asina poteva alimentare tranquillamente 3 bambini per 5 mesi. (Bulletin de l'Académie de médecine, 1882)


Attualmente la comunità scientifica eredita da tale tradizione storica l’importanza del latte di asina come sostituto del latte umano, studiandone le potenzialità, al fine di utilizzarlo con giusto metodo. L’impiego del latte di asina, nel senso più generico, è stato per certi versi condizionato da alcuni aspetti quali: Nel collettivo immaginario utilizzare, per l’alimentazione, un latte diverso da quello vaccino, provoca molte perplessità. / Non tutti conoscono le qualità e l’impiego possibile del latte di asina. / Il latte di asina è difficile da reperire. / La mancata commercializzazione su larga scala, del latte di asina, penalizza questo prodotto su più aspetti. / Un prezzo piuttosto elevato (10 euro/litro). L’utilizzo del latte di asina nell’immediato futuro, con la risoluzione di questi punti e soprattutto con l’apporto di un quadro legislativo efficace, si ipotizza possa migliorare. Il vero punto di forza del latte di asina, è il suo profilo biochimico, molto prossimo al latte umano. Tra le caratteristiche più importanti si evidenzia il tasso di lattosio, il profilo proteico, idoneo alle condizioni di un lattante e un quantitativo in ceneri, pertinente alle nozioni riportate in letteratura con riferimento al latte umano. Risulta interessante valutare come il carico dei reni del neonato alimentato con latte equino sia simile a quello di un neonato alimentato da latte materno. Tutte nozioni queste, ampiamente descritte in molti lavori. Altre componenti presenti nel L.A. sono il lisozima, gli acidi grassi della serie omega3 e omega6 e il lattosio. Sono tre interessanti componenti capaci di conferire al L.A. proprietà curative che meritano menzione.

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Il sito web su indicato fornisce, sulla base di un dialogo ottenuto con i suoi utenti, le percentuali della richiesta del latte di asina nelle varie possibilità di impiego: Per l’alimentazione dei neonati e bambini affetti da APLV e non 69% / Nella ricerca 6% / Ad uso pro-prebiotico 4% / nella cosmetica 5% / Nell’alimentazione degli anziani 4% / nell’alimentazione degli adulti allergici e non 7% / Per tutti gli altri impieghi 5%.

I campi di utilizzo del latte di asina sono: Il campo MEDICO il campo ALIMENTARE e quello COSMETICO.


1° CAMPO: MEDICO
n Per il contenimento delle forme di APLV nei neonati e adulti.
n Per la convalescenza
n Per la regolarizzazione della flora gastro-enterica
n Per la prevenzione di malattie cardiovascolari, infiammatorie e di natura autoimmune. (4)


Il latte di asina nelle forme allergiche alle proteine del latte vaccino in età neonatale : E’ un latte naturale, ipoallergenico, particolarmente indicato per i neonati affetti da APLV, inseguito alla scarsa presenza di caseine e altre proteine con elevato potere immunogeno, generalmente ben tollerate dai
neonati, con scarsa o totale assenza di reazioni avverse. Il potere ipoallergenico del L.A. si dimostra per tanto di gran lunga superiore al latte di capra. I biopepeptidi attivi: lisozima e lattoperossidasi, presenti in L.A., in quote prossime a quelle del latte materno, e comunque superiori al latte vaccino, consentirebbero di svolgere un ruolo importante nell' inibizione della crescita dei microrganismi potenzialmente patogeni nell' intestino del neonato (Heine, 1992). SI è osservato che la domanda totale del L.A. per l’alimentazione destinata ai neonati ed ai bambini è pari al 63% in confronto al 37% della richiesta destinata a tutti gli altri usi. E’ interessante notare come il 63% della domanda si compone di un 42% proveniente dal Nord Italia, di un 25% dal Centro e di un 33% proveniente dal Sud. I distretti (intesi come città e provincia) con la più alta percentuale di richiesta sono stati per il Nord, Milano 42%, per il Centro, Roma 29% e per il Sud Napoli con il 29% Regolazione della microflora intestinale:’ Un altro aspetto importante del L.A. nel campo medico è la sua capacità di regolarizzare la microflora intestinale, grazie all’azione svolta dal LISOZIMA e dal LATTOSIO. Il L.A. avvia con l’enzima un’azione selettiva, agendo su batteri patogeni o potenzialmente tali, inducendone la morte. Il lattosio, invece funge da ottimo substrato per lo sviluppo della normale flora intestinale, riuscendo a garantire anche delle condizioni di PH ad essa favorevole. Nel complesso si può riconoscere al L.A. una buona azione prebiotica, capace di migliorare lo stato del soggetto soprattutto in condizioni debilitanti quali stress o malattie di varia natura.


Prevenzione delle malattie cardiovascolari: Dopo aver ricordato la qualità degli acidi grassi presenti in questo latte, diventa facile ipotizzare, qualora venisse assunto con una certa regolarità, un’azione preventiva a riguardo dei distretti cardiocircolatori, impedendo la formazione di placche aterosclerotiche; si riducono quindi i rischi di cardiopatie dovute ad aumenti pressori del flusso ematico ed all’insorgenza di infarti.

2° CAMPO: ALIMENTARE
Nell’alimentazione il L.A. è un prodotto di nicchia ma le sue potenzialità sono molto alte. Nell’alimentazione neonatale: Il latte di asina è una valida alternativa alimentare naturale per i neonati che non possono disporre del latte materno (orfani o carenza/assenza di latte). Bisogna però ricordare il valore energetico del latte di asina (valore medio espresso in kJ/Kg, pari a 1708,1).(5) risulta piuttosto inferiore ai valori medi richiesti, tuttavia eseguendo delle facili integrazioni si può correggere questo parametro. I vantaggi di alimentare con latte di asina un bambino si identificano in alcuni punti quali: la quantità di lattosio prossima a quella del latte umano / La quantità del residuo secco è simile a quella del latte umano e quindi il carico renale di bambini alimentati con latte di asina è stato stimato essere simile a quello riscontrato in neonati alimentati con latte materno (Iacono et al. , 1992) / Il latte di asina presenta proprietà prebiotiche utili nel valorizzare la flora batterica intestinale / Il latte di asina presenta elementi biottivi capaci di proteggere direttamente l’organismo attaccando patogeni e indirettamente potenziando il sistema immunitario / Il L.A. avrebbe un ruolo nei processi di osteogenesi (wolter 1996) / I neonati alimentati con L.A. tendono a sviluppare un sistema immunitario completo e normale (Chiarelli 2001).


Il latte di asina nella dieta: Si è visto che il latte di asina è una buona base per la preparazione di una bevanda fermentata probiotica (6) esistono quindi tutti i presupposti per la realizzazione di un prodotto probiotico da confezionare su larga scala. Il latte di asina è usato in quanto tale nella
comune dieta giornaliera, soprattutto nei soggetti a regime dietetico, negli sportivi e nei soggetti anziani. Il L.A. viene impiegato nel sostituire il comune latte vaccino nella realizzazione di gelati,creme ed altri prodotti dell’”industria” dolciaria, richiesti da soggetti allergici o sottoposti a diete. Questa applicazione consente ai bambini allergici di poter gustare un buon gelato, un budino e altri dolci, evitando così difficili privazioni..


Nell’alimentazione degli anziani: Il profilo ipolipidico, con esplicito riferimento ai grassi insaturi, abili riparatori delle complesse membrane proprie delle cellule nervose; le siero-proteine, facilmente assimilabili e potenziatici del sistema immunitario; le vitamine e il lattosio importante nel favorire l’assorbimento di Ca , rendono il L.A. particolarmente indicato anche nell’alimentazione degli anziani.


3° CAMPO: COSMETICA
Il L.A. sta diventando un importante elemento della DERMO-COSMESI; così come un tempo, le donne oggi ricercano questo prodotto per ricavarne benefici. Un buon dermo-cosmetico deve detergere, idratare la cute e per quanto possibile offrire un’azione antiossidante. Il latte (inteso come prodotto generico) si presenta per la sua composizione (componente grassa + componente acquosa) capace di assolvere queste funzioni. Il L.A. per le componenti fin qui ampiamente citate, deterge e in maniera più efficace idrata, rendendo la cute morbida ed elastica, inoltre si dimostra capace di fornire un’azione antiossidante. I preziosi acidi grassi del L.A. riescono a ripristinare e proteggere le membrane delle cellule cutanee. Il complesso multivitaminico (A, B, C, E) blocca e allontana i cataboliti del metabolismo cellulare proprio della cute e avvia un’azione epitelioprotettrice. Il lisozima si presenta in questo caso come abile attenuatore degli stati flogistici della cute e del cuoio capelluto. (Cotte 1991). Al fine di esaltare le capacità detergenti e idratanti la cosmetica ha realizzato delle formulazioni quali saponi e creme, tuttavia il modo per beneficiare a pieno di queste proprietà è quello di usare il L.A. tal quale, poiché alcuni dei processi fisici, meccanici e chimici, propri delle preparazione cosmetiche, possono alterarlo. Il latte di asina in conclusione a tali osservazioni si presenta come un ottimo ALIMENTO FUNZIONALE il cui interesse si amplia non solo ai settori fin qui citati ma inevitabilmente anche a quello zootecnico, aiutandolo a conservare una tradizione: quella dell’asino.

Source: http://www.lattediasina.it

Thursday, June 14, 2012

Allevamento delle asine da latte

 

di Filippo Paolicelli

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Allevamento Monte Baducco, fattrici di asina rientrate dal pascolo
ricevono una razione di foraggio (foto F. Paolicelli)

Considerazioni sull’allevamento di asine finalizzato alla produzione di latte


Oggi alcune decine di allevamenti in Italia si occupano della produzione del latte di asina, un lavoro nuovo per un prodotto molto antico, già noto infatti alle popolazioni egizie. Questo latte oggi trova nobile impiego nell’alimentazione di neonati allergici alle proteine del latte vaccino e che comunque non possono disporre del latte materno. Un tempo, in assenza di balie,  i neonati orfani o figli di donne senza latte, venivano alimentati con il latte di asina, la grande disponibilità di questi animali rendeva inutile la necessità di allevamenti finalizzati alla produzione lattea. La situazione attuale è molto diversa, l’efficiente meccanizzazione delle attività agricole ha portato il numero di asini ad una drastica riduzione, tanto da poter considerare tutte le razze asinine italiane ad alto rischio di estinzione. Si è intuita quindi la necessità di allevare questi animali in modo da soddisfare la richiesta di latte ed  avviare un’attività nuova partendo da un animale “dimenticato”.


Disporre di un latte naturale ad alto potere ipoallergenico è sicuramente un vantaggio alla luce dei circa 15.000 neonati che in Italia ogni anno nascono affetti da varie forme allergiche nei confronti di caseine e altri elementi propri del latte vaccino. La possibilità di introdurre con successo il latte di asina, nella dieta dei neonati è avvalorata  dal suo profilo biochimico, sovrapponibile a quello del latte umano, sono molte infatti le analogie quali-quantitative. Le uniche differenze riscontrate, si riferiscono al contenuto lipidico, il latte equino è più magro di quello vaccino, pertanto presenta un minor valore  energetico, tuttavia tali riduzioni sono facilmente gestibili con appropriate integrazioni o ricorrendo nel tempo a particolari criteri selettivi delle razze asinine. La possibilità di impiego del latte di asina non si limitano al solo campo pediatrico infatti questo prodotto guadagna sempre più consensi  anche nell’alimentazione geriatrica e nella cosmesi. La composizione biochimica di questo latte caratterizzata dalla presenza di siero proteine, biopeptidi attivi, acidi grassi  come il linoleico  e linolenico appartenenti alla classe omega 3 e omega 6 e grandi quantità di lattosio, lo rendono particolarmente adatto a questi impieghi.

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Asino di razza Ragusana una delle razze meglio indicate
per la produzione di latte (foto Alessio Zanon)

La Sicilia è la regione che più di ogni altra ha saputo conservare la tradizione dell’asino, detenendo attualmente il maggior numero di allevamenti asinini, molti dei quali sono proiettati alla produzione del latte. Generalmente un allevamento di asine si compone in media di 20/25 capi con 1 o 2 stalloni. Le razze maggiormente allevate e comunque meglio indicate, per la produzione di latte, sono quelle più pesanti, come la razza Martina Franca e la Ragusana, più idonee semplicemente per una questione di rendimento in quanto la quantità di latte prodotta è in relazione alla mole dell’animale, tutto sommato in questa tipologia di allevamenti non mancano soggetti meticci o frutto di incroci, sicuramente meno costosi,  più gestibili e ideali per iniziare questo tipo di attività.


L’asino è di per sé un animale rustico, poco esigente di facile adattabilità che consente nella maggior parte dei casi di applicare come tecnica di allevamento quella semi-brado, risollevando di non poco la gestione economica.  La mungitura può essere condotta manualmente o in maniera più efficiente con l’impiego di sistemi meccanici comunemente adoperati per gli ovi-caprini. Gli ambienti utilizzati a tal fine, dovranno essere sottoposti ai normali protocolli igienico sanitari in uso anche per i più comuni animali lattiferi. La mammella dell’asina si differenzia da quella della bovina o della pecora per l’assenza della “cisterna”, una cavità intermammaria con funzione di raccolta del secreto liberato dal tessuto ghiandolare. Nella mammella dell’asina quindi non essendoci possibilità di raccolta, le quantità di latte ottenute ad ogni mungitura sono molto inferiori rispetto a quelle fornite dai ruminanti. Le quantità medie di latte ottenute ad ogni mungitura possono variare dai 300 ai 750 ml con picchi di 1200, 1500 ml in relazione alla mole e al periodo di mungitura dell’asina. Il modo migliore per ottenere una maggior quantità giornaliera di latte da un asina è imitare la modalità di allattamento del puledro: piccoli ma numerosi atti di suzione, ciò suggerisce di mungere le asine almeno tre volte al giorno, fornendo così un continuo stimolo produttivo per il tessuto ghiandolare. Alla mungitura talvolta la presenza del redo è fondamentale per il rilascio del latte inseguito all’attivazione di un riflesso, per ovviare a tale situazione si sta diffondendo la pratica di separare definitivamente il puledro dalla madre immediatamente dopo l’assunzione del colostro già al primo parto. I puledri verranno alimentati al biberon con un latte a formula artificiale o con lo stesso latte asinino.


Attualmente le leggi che regolano la compravendita del latte di asina si rifanno ad un antico Regio Decreto in base al quale si da istanza di vendere il latte in appositi locali allestiti esclusivamente nel luogo di produzione del latte stesso. Vengono per tanto esclusi a priori i più comuni circuiti di vendita, il che penalizza la diffusione di questo prodotto, riducendone inevitabilmente il flusso commerciale. Le modalità di vendita più logiche sono quindi quelle di mungere direttamente il quantitativo di latte richiesto giorno per giorno, il che consente di vendere un prodotto sempre fresco evitando inutili raccolte.

 

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Fattrice di razza Ragusana con primo piano di mungitrice a carrello,
comunemente adoperata per gli ovicaprini (foto F. Paolicelli)

I maggiori acquirenti del latte di asina sono privati che acquistano scorte di latte per scopi pediatrici, emerge infatti da un’indagine condotta da latteDIasina.it che il 63% delle richieste di tale latte è finalizzato alla dieta di infanti, a tali acquirenti si associano con frequenza sempre maggiore anche le richieste provenienti da cliniche pediatriche, private e non; nel complesso il latte viene venduto ad un prezzo che oscilla tra 7 e 10 euro, ed è un prodotto che generalmente viene acquistato in quantità relativamente grandi poiché si presta ad una buona conservazione a 4°C e  per periodi piuttosto lunghi potrà essere congelato prestando attenzione alle successive temperature di scongelamento che non dovranno superare i 70°C al fine di evitare la precipitazione delle siero proteine.


Una fetta delle vendite del latte, sicuramente minore ma non meno importante, riguarda l’industria cosmetica. Seguendo le aspirazioni di bellezza di Cleopatra e Poppea, oggi l’industria cosmetica realizza pregiati saponi capaci di conferire alla pelle maggiore lucentezza e morbidezza, inoltre grandi quantità di latte vengono utilizzate per preparare tiepidi bagni nei centri di bellezza per chi volesse rivivere i leggendari bagni nel latte di asina.


Allevare asine sta diventando un’attività sempre più importante, il latte si colloca sul mercato come un prodotto di nicchia ma le potenzialità sono veramente alte, facilmente intuibili.   

Source: http://www.rivistadiagraria.org